COMUNICATO STAMPA di Roberto SALERNO e Giuseppe LONERO su LE DIMISSIONI DELLA SANTANCHE’ DA LA DESTRA”
sabato 27 settembre 2008
STORACE, SALERNO E LONERO COMMENTANO LE DIMISSIONI DI DANIELA SANTANCHE
COMUNICATO STAMPA di Roberto SALERNO e Giuseppe LONERO su LE DIMISSIONI DELLA SANTANCHE’ DA LA DESTRA”
giovedì 25 settembre 2008
5 OTTOBRE, LA DESTRA PROV. TORINO A CONGRESSO
DOMENICA 5 OTTOBRE 2008 PROGRAMMA 1° CONGRESSO PROVINCIALE DI TORINO
HOTEL ROYAL – c.so Regina Margherita, 249 – Torino - Ore 9,30
Ore 9,30 Inizio accrediti dei Congressisti Ore 10,00 Apertura del CongressoSaluto delle Autorità e degli Ospiti presenti Ore 11,00 Interventi ProgrammatiGiuseppe LONERO – Portavoce ProvincialeOn. Roberto SALERNO – Portavoce Regionale On. Francesco STORACE – Segretario Nazionale Ore 12,00 Termine per la presentazione della Candidatura a Portavoce Provinciale e per la presentazione delle liste dei candidati delegati al Congresso NazionaleApertura del dibattito Ore 14,00 Chiusura del dibattito Apertura seggio Ore 17,00 Chiusura del seggio Inizio operazioni di scrutinio In conclusione, proclamazione degli eletti.
domenica 21 settembre 2008
LA DESTRA CRESCE! +25% DI ISCRITTI
giovedì 18 settembre 2008
PONTI DI VENARIA, LA DESTRA AVEVA RAGIONE
"VIA DA A.N. CHI NON E' ANTIFASCISTA!"
mercoledì 17 settembre 2008
TEODORO BUONTEMPO: "IL GOVERNO TUTELI I LAVORATORI ALITALIA"

"I dipendenti dell’Alitalia - prosegue Buontempo - hanno dovuto subire per anni la funzione di “bancomat” che la compagnia aerea assicurava ai partiti, ai loro rappresentanti del consiglio di amministrazione e ai quei sindacati che utilizzavano il proprio ruolo per facili promozioni di vertice. Ora si vorrebbe che i dipendenti continuassero a stare zitti, nonostante il rischio concreto di licenziamento e malgrado gli azionisti non abbiano finora dato alcuna garanzia di progetto industriale in grado di rilanciare la compagnia. Anzi, ogni giorno che passa, la nuova cordata dà l’impressione di volere pezzi dell’Alitalia appetibili per il mercato, in modo che domani possano essere loro a vendere ad altre compagnie, assicurandosi così un guadagno a costo zero, visto che i debiti vengono accollati a una società pubblica e quindi caricati nelle tasche degli italiani"
"Non c’è dubbio - sottolinea il presidente de La Destra - che nello sfascio della compagnia una parte rilevante di responsabilità è attribuibile ai sindacati, i quali, accontentandosi di privilegi personali, hanno fatto sprecare risorse e finanziamenti pubblici, depotenziando il ruolo dell’Alitalia. I sindacati giocano anche oggi una partita poco trasparente, essendo loro certi che, alla fine, un ruolo gli verrà assicurato, mentre per migliaia di lavoratori rimane lo spettro del licenziamento. Il governo, per la funzione pubblica che ha, dovrebbe, nelle sue scelte, privilegiare invece proprio la difesa dell’occupazione, non solo per rispetto dei dipendenti dell’Alitalia e delle loro famiglie, ma anche per evitare - conclude - che questa triste vicenda possa aggravare il disagio sociale che in Italia comincia ad essere insopportabile.
domenica 14 settembre 2008
VENARIA - GAZEBO CONTRO IL CARO-VITA

Nella giornata di ieri 13 Settembre la sezione venariese de "LA DESTRA" è stata presente in Piazza Vittorio Veneto con un gazebo per informare la cittadinanza sulle nostre proposte contro il Caro-Vita che sta colpendo sempre piu pesantemente milioni di italiani.
La Destra è critica nei confronti di questo Governo che fino ad ora non si è minimamente interessato dei salari e delle pensioni che, a nostro avviso, andrebbero adeguati urgentemente in base al costo della vita e all'inflazione.
Nonostante la giornata sia stata spesso piovosa sono stati distribuiti centinaia di volantini ai venariesi, i quali guardano al nostro operato in citta con sempre maggiore interesse.

il volantino distribuito ieri
cliccaci sopra per visualizzarlo
sabato 13 settembre 2008
GIANFRANCO FINI ED IL SUO ANTIFASCISMO. LE REAZIONI

“Con le sue dichiarazioni, è Fini a confermare chi è che vuole riportare l’Italia sessant’anni indietro, è lui che irresponsabilmente rinfocola odi e mette nel mirino dell’estrema sinistra quanti non si rassegnano a subire la verità di chi per decenni ha negato persino la tragedia delle foibe. Ci ha messo quarant’anni, l’onorevole Fini, per scoprire l’antifascismo che a Fiuggi era strumento ed ora è issato a valore, dimenticando i crimini commessi persino nell’immediato dopoguerra nel nome dell’antifascismo nel triangolo della morte. E’ Fini, per ragioni interne a un partito e a una coalizione, che vuole il ritorno dell’estremismo con le sue irresponsabili dichiarazioni di oggi. L’uomo che a Sorrento predicò il fascismo del 2000 fa scoprire ogni giorno di più quante falsità abbia propagato a chi credeva in lui. Si può essere tranquillamente democratici senza bisogno di essere antifascisti proprio perché ci sono stati antifascisti – in Italia e non solo nell’Urss - che tutto furono tranne che democratici; si può fare il presidente della Camera senza bisogno di ripetere quel che diceva il suo predecessore; ma non dica mai più quel che deve fare una comunità di destra che questo Paese ha amato per tantissimi anni e che non merita di essere offesa fino a questo punto”.
venerdì 12 settembre 2008
I SUPER-DIFENSORI DELLA COSTITUZIONE BLOCCHINO LA NUOVA LEGGE ELETTORALE!
giovedì 11 settembre 2008
LA COSTITUZIONE NON E' UN TOTEM
mercoledì 10 settembre 2008
FASCISMO: DI ASSOLUTO C'E' IL CAOS CHE REGNA IN AN
QUESTA SERA STORACE A "MATRIX"
lunedì 8 settembre 2008
STORACE SULL "8 SETTEMBRE"
FERMIAMO IL CARO-LIBRI!
In questo filmato il Responsabile Provinciale di Gioventù Italiana Emiliano Romanelli (tesserato della sezione venariese) espone alcune semplici proposte elaborate da Gioventù Italiana per contrastare il fenomeno del CARO-LIBRI.
sabato 6 settembre 2008
GLI ASSASSINI SONO TRA NOI!
Angelo Maria CIGNATTA
venerdì 5 settembre 2008
FINI E' FAVOREVOLE AL VOTO AGLI IMMIGRATI. LA RISPOSTA DI STORACE
domenica 31 agosto 2008
GOVERNO BERLUSCONI, NESSUNA TRACCIA DI DESTRA
giovedì 28 agosto 2008
C'E' POSTA PER TE
G.I. TORINO PER OSSEZIA ED ABKHAZIA LIBERE!
scaturì il breve conflitto tra i russi e i georgiani, culminato con i bombardamenti su alcune città e con l'occupazione dei territori irredenti.
Non ha tardato la pronta risposta della NATO (che in questi giorni è in piena crisi con la Russia di Medvedev, così come gli Stati Uniti) e del G7 che hanno chiesto il ritiro del riconoscimento elargito da Mosca.
Gioventù Italiana Torino prende una posizione circa la questione, attraverso il Portavoce provinciale, Emiliano Romanelli: "Gioventù Italiana Torino plaude all'iniziativa portata avanti dalla Russia, di riconoscere l'indipendenza delle regioni di Ossezia e Abkhazia, considerando il diritto all'autodeterminazione dei popoli e all'autodecisione, un fondamento importante oltre che un'espressione di libertà". Poi aggiunge: "La Russia sta semplicemente difendendo i propri interessi nazionali e la propria integrità, dalle minacce esterne che si fanno sempre più pressanti. Come si potrebbe considerare diversamente, una nazione (gli USA), che intende ergere uno scudo anti-missile nel cuore dell'Europa e spingere affannosamente alcuni paesi ad entrare nella Nato?". Infine una citazione importante: "Sarebbe interessante capire perché la comunità internazionale usa due pesi e due misure per il Kosovo e per le province separatiste del Caucaso, forse perché quest'ultime rientrano negli interessi strategici di Mosca e non di Washington?".
Gioventù Italiana, dopo il Tibet, si esprime ancora a favore della libertà dei popoli.
martedì 26 agosto 2008
LA PRECARIA CONDIZIONE DEI PONTI DI VENARIA

VALERIO RAMINI
sabato 23 agosto 2008
AVANTI CON "LA DESTRA"!
venerdì 22 agosto 2008
L'INTERVISTA DI OGGI A STORACE
Vi proponiamo l’intervista al Segretario Francesco Storace pubblicata oggi dal quotidiano La Stampa.
NASCE IL BLOG DI GIOVENTU ITALIANA TORINO
mercoledì 20 agosto 2008
PUBBLICIZZA QUESTO BLOG!
In questi ultimi giorni d'agosto è partita in grande stile la campagna pubblicitarià del blog. Militanti e simpatizzanti venariesi si stanno adoperando al fine di far conoscere ai nostri concittadini questo spazio di controinformazione politica e militante.
Puoi aiutarci anche tu informando amici e conoscenti oppure inviando una mail ai tuoi contatti e pubblicizzando il blog su forum e community. Infine non dimenticatevi di memorizzare il blog nei Preferiti e di visitarlo quotidianamente per leggere e commentare ogni giorno il punto di vista della sezione sulle questioni cittadine e non.
http://ladestravenaria.blogspot.com UN CLIC E SEI A DESTRA!
UN AUTUNNO CALDISSIMO

martedì 19 agosto 2008
INTERVISTA AL SEGRETARIO STORACE

lunedì 18 agosto 2008
SORGI ITALIA!
sabato 16 agosto 2008
ANALISI DELLA CRISI OSSETA E DEI NUOVI POSSIBILI SCENARI
Il tutto s'inquadra nella disperata guerra americana per il mantenimento dell'egemonia mondiale, minacciata dagli sviluppi internazionali degli ultimi vent'anni. Gli scopi di quest'operazione erano due: cercare di tenere sotto ricatto energetico l'Europa e di allontanarla dalla Russia; alimentare lo stato d'animo atto alla creazione dello scudo stellare che la rigetterebbe in modo pressoché definitivo sotto il dominio statunitense.
Il primissimo bilancio (che ovviamente potrà essere ribaltato in qualsiasi momento vista la precarietà del tutto) è di doppio smacco per gli Usa. I quali reagiscono gettando benzina sul fuoco: estromissione ventilata della Russia dal G8 ed eccitazione del partito Nato - convocato un vertice urgente per martedì 19 - nel quale patto militare, sostengono, dovrà essere associato al più presto il membro georgiano; e questo quando altri atlantisti doc, come Frattini o Dini si dicono contrari alla sua inclusione nell'alleanza. E dire che la Germania si oppone con tutte le forze all'allargamento della Nato ad est (ed è merito suo se in Ucraina, malgrado l'adesione al Patto, le tensioni con la Russia si sono assai stemperate). Come i Tedeschi si pronuncia Silvio Berlusconi, da tutti ritenuto americanista doc, il quale mostra perplessità sulla politica atlantista di allargamento Nato e insiste sulla necessità di stringere ulteriori rapporti con Mosca. Esattamente come ha fatto Sarkozy, benché in odore di appartenenza al partito israeliano.
E mentre gli Usa si scalmanano, provando ad aizzare i suoi cavalli di Troia in Europa, primi tra tutti la solita Polonia che apporta sempre sciagure e la Repubblica Ceca, Israele, solitamente più freddo ed intelligente, sembra accettare di buon grado la via della mediazione prendendo, almeno per ora, atto della situazione generale. Del resto la politica di Tel Aviv è molto più sottile di quella americana, realista e spregiduicata. “Se gli Usa riusciranno a far degenerare la crisi - pensano nello Stato ebraico - tanto meglio; se non ce la fanno non ci lasceremo travolgere nella loro sconfitta che potrebbe rivelarsi epocale”.
Le reazioni intrecciate all'aggressione georgiana hanno forse sorpreso gli Stati Uniti; di sicuro tutti gli anti-europeisti convinti per i quali l'Europa dei mercanti non riveste alcun interesse. Come mai, però, questa volta l'Europetta ha detto la sua e non ha cantato in americano? Com'è possibile che ciò sia avvenuto quando la classe politica, quella addetta alle mediazioni e allo spettacolo, è tutta atlantista doc, quando non sia addirittura, come Sarkozy, giunta al vertice per un'azione concordata e pilotata dalle centrali atlantiche?
Si può sorprendere solo chi abbia una concezione superficiale, esteriore e tutto sommato primitiva della politica. Nelle società di stampo mercantile, infatti, sono gli interessi oggettivi (quelli economici innanzitutto) a fungere da struttura mentre la politica spettacolare fa da sovrastruttura. Così quelli che davano per scontata la posizione anti-russa della Ue non avevano fatto evidentemente i conti con i cambiamenti strutturali (e dunque politici) che hanno consentito ai Russi di ottenere un sostanziale sostegno europeo.
Interessi energetici, interessi economici ad est dettano questo genere di politica; altre considerazioni, quali la crisi finanziaria americana e le divergenti direttrici di sviluppo per la fuoriuscita dalla crisi da parte delle due sponde dell'Atlantico dettano questa necessità. Una necessità rafforzata dal potere dell'euro (che da nove anni in qua sta provocando una serie di guerre preventive americane) e dalla crescita politica franco-tedesca cui si è andata aggregando da poco la presenza italiana (una primizia nel dopo Craxi). Al tutto si aggiungano il rapido declino britannico e la costante attrazione della City nella periferia di Francoforte. Possiamo dire, con orgoglio e soddisfazione, che la politica di Mitterrand e di Kohl alla lunga ha dato i suoi frutti. Ma c'è ancora un gap da colmare tra la sostanza e la forma; soprattutto la cultura ideologico-politica che impera in Europa occidentale è ancorata alla situazione antica. Assistiamo così, oggi, a un sorprendente squilibrio tra la sovrastruttura ideologico-informativa e la struttura politico-economica. Grottesca e stridente si è dimostrata nella vicenda l'informazione: a sentire i telegiornali sembrava che la Georgia fosse l'aggredita e che l'emergenza fosse tutta anti-russa. Il paradosso non sta nel fatto che la realtà tangibile ed evidente delle cose fosse diametralmente opposta e riconosciuta anche da diplomatici americani, come lo stesso veterano del Caucaso Carey Cavanaugh (tanto siamo abituati alla menzogna come filo conduttore, alle leggende nere, ai ribaltamenti della verità), bensì che la linea diplomatica intrapresa dai governi europei andasse in direzione assai diversa da quella dipinta dai soviet della comunicazione. Ma questo squilibrio può ingannare le masse e i superficiali, non di certo chi opera concretamente. E gli strateghi del partito atlantico, che non sono quelli delle avventure georgiane ma persone più avvertite, rispondono a questo smottamento continuo, di cui sono ben consci, garantendosi in mancanza di meglio il controllo lobbistico dei politici principali: così facendo non sventano ma rallentano il processo di emancipazione europea e d'intesa eurorussa (che tra l'altro sono stati i temi principali toccati da Berlusconi immediatamente dopo la vittoria elettorale) e tutto resta così ancora possibile. La partita insomma si gioca nel cuore della Piccola Europa in cui non c'è ancora corrispondenza tra la sostanza (che c'è) e la sovranità (che ancora non c'è).
Gli anti-europeisti per partito preso ci dicevano che l'Europa a una voce avrebbe parlato per forza americano; che dotarsi di una politica comunitaria unificata avrebbe significato obbedire al Pentagono. E invece la prima volta in cui l'Europetta ha espresso, di fatto anche se non ancora di diritto, una sua politica estera se n'è infischiata della voce dei piccoli (tutti pro-americani i micronazionalismi...), li ha ignorati e ha seguito la linea tedesca. Certo, è da vedere come resisterà alle pressioni e ai ricatti di parte americana la settimana ventura al vertice Nato cui si troverà, come ben sanno gli Usa, senza la guida franco-tedesca ma, al momento, la scelta di campo è chiara e ha deluso la Casa Bianca. Alla prima prova dei fatti è apparso chiaro che l'anti-europeismo, sbandierato nel nome di sovranismi nazionali del tutto nominali, irreali, inattuali, non concreti, non possibili se non come valvassinaggio, non solo è sterile reazione ma è un fattore di attrito molto gradito oltreoceano. Solo chi ha una concezione inerte della storia, una visione primitiva della vita, una percezione superficiale e spettacolare della politica, del resto può liquidare un fenomeno in potenza, quale l'europeo, come qualcosa dall'esito scontato, può rifiutare a priori di battersi per condizionarlo, abbarbicandosi invece in difesa di barricate immaginarie già travolte oltretutto da quel dì. E' fare come Cicerone o Catone l'Uticense che, per mantenere a ogni costo una vecchia concezione di Roma, le stavano impedendo non solo ogni avvenire imperiale, ma ogni possibilità di tenuta. Molti anti-europeisti sono sicuramente animati da un buon sentimento ma non c'è in loro alcun senso dei tempi, alcun gusto della sfida, alcuna volontà di potenza. E, per giunta, i fatti sono lì a dimostrare che le stesse valutazioni che danno delle cose, delle dinamiche, delle evoluzioni politiche, sono complessivamente sbagliate; le verifiche danno loro quasi sempre torto, né potrebbe essere diversamente.
THIRIART+ CORRIDONI

